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venerdì 14 dicembre 2018

Un disegno della Divina Commedia di 97 metri per 4!

Artista miope disegna la Divina Commedia su un foglio di 97 metri: "Sogno di esporre a Ravenna"
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Artista miope disegna la Divina Commedia su un foglio di 97 metri: "Sogno di esporre a Ravenna"
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Artista miope disegna la Divina Commedia su un foglio di 97 metri: "Sogno di esporre a Ravenna" „Segui gli aggiornamenti del Blog su Telegram

Una Divina Commedia gigantesca!

E' questo, quello che sta realizzando Enrico Mazzone, un artista miope ma ben determinato, che ha deciso di illustrare a matita il grande Poema di Dante usando come base un foglio di ben 97 x 4 metri.“






Mazzone racconta di aver cominciato a disegnare da quando morì il nonno Giovanni: «Avevo 4 anni e come reazione, senza aver compreso il suo "viaggio", disegnavo croci, bare e cimiteri. Poi ho evoluto il mio stile, fino a farlo diventare ricercato nei dettagli barocchi e nella tecnica sopraffina e puntinata, tipica di incisori come Durer o Dorè».
Dopo essersi formato nella Reale accademia Albertina di Belle arti a Torino, l'artista decide, nel 2014, di trasferirsi a Reykjavik per lavorare come aiuto cuoco. Nel 2015 comincia a lavorare come artista, prima collaborando con il Museo d'Arte di Upernavik, nella Groenlandia Artica, a disegnare costellazioni, poi a a Raumacome decoratore d'esterni.



Per l'immagine, vedi qui


Nel 2015 decide di fare un grande disegno «per raccontare attraverso mitologia, iconografia e archetipi un lungo e coraggioso percorso, strizzando l`occhio a chi finora abbia fatto qualcosa di simile e irrepetibile in letteratura. Ovvero Dante Alighieri».
In una cartiera locale acquista un foglio da 97 metri x 4 e prepara un disegno dedicato ai boschi di Rauma, un disegno di 30 metri che espone un disegno  6 dicembre a Rauma, in occasione del giubileo del centenario dell'indipendenza finlandese dal dominio russo.

Ed è qui che si sveglia in lui l'idea di disegnare il capolavoro dantesco: «Poi, dopo quei primi 30 metri in cui rappresentavo i boschi patrimonio Unesco di Rauma, ho pensato di creare un parallelo con qualcosa di ben più ampio e dettagliato nel costume culturale italiano: la Divina Commedia. Ombre, deliri, sogni e visioni di speranza mi sono di colpo passati in una parata febbricitante dalla quale non ho potuto fare a meno di frenarmi, rimettendomi a disegnare altre bozzette per ripetere lo stesso gioco di accostarle una a fianco all'altra e continuare una storia legandola con un filo rosso.

Tutto questo risulta interessante anche per il difetto alla vista che caratterizza Mazzone: «continuo a soddisfare la mia elevata miopia puntinando enormi complessi di figure giganti. Ora sto lavorando sui fianchi di Virgilio. Ha un taglio più rinascimentale che rimescola Botticelli a Durer, quindi una miscela che prende due eccellenze per sintetizzarle in uno stile figurativo preciso, ma non necessariamente iper-realista. Cercherò di non limitare l'immaginazione a riprendere alcune scene della Commedia e illustrare certosinamente quanto scritto finora, nè copiare dalle magnifiche incisioni di Dorè, ma mi permetto con un po' di gusto romantico di dare ai personaggi una nuova missione che non stoni comunque con quanto è stato portato avanti per secoli».


Artista miope disegna la Divina Commedia su un foglio di 97 metri: "Sogno di esporre a Ravenna" „Mentre il lavoro procede, l'artista è entrato in contatto con le ambasciate italiana e finlandese e con alcune delle varie società Dante Alighieri finlandesi e italiane.
Mazzone i propone di concludere il mastodontico disegno nel 2021 e spera di esporre la sua opera a Ravenna in occasione delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante.

Così si aggiungerebbe un altro pezzetto al grande mosaico dantesco che si sta costruendo in questi ultimi anni.
 
Per questo, noi glielo auguriamo e gli auguriamo anche «BUON LAVORO»!

I grassetti sono miei.
Le citazioni sono riprese da qui. 

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sabato 10 novembre 2018

Una frase di Dante come nome per un vino!


Ne la profonda e chiara sussistenza
de l'alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d'una contenenza; 

e l'un da l'altro come IRI DA IRI 
parea reflesso, e 'l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri
(Paradiso, XXXIII, 115-120)

L'IRI (l'iride) è utilizzata dal grande Poeta per definire due arcobaleni, l'uno il prodotto dell'altro. Infatti, all'epoca, il secondo arco si credeva prodotto per riflessione dal primo.


Per l'immagine, vedi qui

Questa immagine viene utilizzata da Dante per rendere il concetto del riflettersi delle tre persone della Trinità: il cerchio riflettente (il Padre) nel cerchio riflesso (il Figlio=.

Ma quello che conta, in questo articolo, è il concetto dei colori che si mescolano e si riflettono tra di loro, perché questa immagine è stata ripresa oggi  per indicare la mescolanza di due tipi di vino che ha portato ad un vino gustoso, chiamato appunto «IRI DA IRI», un Cerasuolo di Vittoria Docg Classico.

«Con Iri da Iri», spiega Gaetana Jacono, patronessa della casa vinicola Valle dell’Acate (RG), «Nero d’Avola e Frappato si fondono e si uniscono per dare vita ad un Cerasuolo di potente eleganza».



Per l'immagine, vedi qui

Ma cosa c'entra tutto questo con quel passo del Paradiso?

C'entra, perché, come 
continua la Iacono, la mescolanza dei due vini «ci ha ricordato questo passaggio di Dante di straordinaria bellezza in cui viene descritto come due arcobaleni si riflettono uno nell’altro, creando una terza cerchia di fuoco».

Il vino è stato creato nel 2013 sotto la supervisione dell’enologo Carlo Casavecchia, a Valle dell’Acate (RG). Ed è stato presentato l'8 novembre a Milano. Ha un sapore morbido e pieno, ed è stato abbinato ad un maialino dei Nebrodi laccato al mandarino.

La Divina Commedia è davvero una continua fonte di ispirazioni! Per ogni cosa!
E non finisce mai di stupire!

Per altre informazioni, vedi qui e qui.

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venerdì 11 maggio 2018

Dei cocktail ispirati ai personaggi della Divina Commedia!

Dei cocktail ispirati alla Divina Commedia!

Non c'è limite alla fantasia!
Federico Pempori, trentenne originario di San Marcello Pitoiese, ha prodotto una raccolta di 8 drink ispirati ad alcuni dei principali personaggi della celebre opera di Dante Alighieri: la “Divina Cockmedia”! 
Fra questi vi è il drink Minosse, col cavolo viola e gli spaghetti di mela.




MINOSSE


Il barman non è nuovo a produzioni fantasiose. Nel 2017, è arrivato fra i 10 finalisti della gara nazionale “The maestro challenge”, organizzata da Salvatore Calabrese e da Campari Academy, con un cocktail ispirato al film “Journey to Italy” di Rossellini.

In futuro, è prevista la pubblicazione di tutte le sue ricette.


Ma intanto riportiamo qui alcuni dei suoi drink ispirati al capolavoro di Dante.
Le ricette sono tratte dal sito Italiaatavola.net

Minosse
Ingredienti: 3 cl di vodka, 1,5 cl di succo di lime, 4 cl di liquore alla mela verde, 2 cl di centrifugato di cavolo viola, 2 cl di albume d’uovo, 2 gocce di Worcester.
Procedimento: raffreddare una coppa martini. Preparare, utilizzando un apposito tornio, uno spaghetto con la mela verde, da adagiare nella coppa precedentemente raffreddata. Versare nello shaker senza ghiaccio gli ingredienti. Procedere ad una prima shakerata (dry shake), aggiungere il ghiaccio e shakerare nuovamente. Filtrare tutto nella coppa precedentemente raffreddata con un fine strainer. Decorare con del cavolo viola in polvere.

Cerbero
Ingredienti: 4 cl di Vermouth rosso, 4 cl di Campari, 3 gocce di Bitter orange, 2 gocce di Angostura, 2,5 cl di Liquore Amara alle arance rosse, un pizzico di peperoncino.
Procedimento: Raffreddare la coppa martini. Versare nello shaker con ghiaccio gli ingredienti. Shakerare e filtrare tutto con un fine strainer nella coppa precedentemente raffreddata. Con il pelapatate preparare lo zest di arancia, spremerne gli oli essenziali sul drink, passarlo lungo il bordo della coppetta e adagiarlo sopra la stessa creando una spirale.

Catone (il guardiano del Purgatorio)
Ingredienti: 3 cl di rum bianco, 2 cl di succo di limone, 1,5 cl di sciroppo di zucchero, 2,5 cl di albume d’uovo, la punta di un cucchiaino di cannella.
Procedimento: Raffreddare la coppa martini. Versare nello shaker senza ghiaccio gli ingredienti. Procedere ad una prima shakerata (dry shake), aggiungere il ghiaccio e shakerare nuovamente. Versare la birra nella coppa precedentemente raffreddata fino a metà facendo attenzione a non creare schiuma. Filtrare il contenuto dello shaker nella coppa con l’aiuto di un fine strainer. Attendere pochi secondi che il drink si separi creando sopra un effetto schiumoso, quindi decorare con della noce moscata.

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lunedì 23 ottobre 2017

Dante Alighieri ritratto come una minifigura Lego!

La rivista Darlin ha rilanciato una simpatica curiosità relativa al nostro Poeta.

L’artista italiano Stefano Bolcato, per la sua serie intitolata People, ha reinterpretato alcuni noti quadri ritraenti personaggi famosi della storia, della cultura e del pop in chiave Minifigure Lego.
Tra questi non poteva mancare, ovviamente, il Dante ritratto dal Botticelli.


Per l'immagine, VEDI QUI

Tra gli altri, abbiamo Frida Khalo, i quadri di Leonardo e di Piero della Francesca. 
La serie di quadri è stata esposta lo scorso gennaio a Salerno, al Museo Archeologico Provinciale, e poi in diversi altri musei, anche al di fuori del nostro paese.

mercoledì 4 ottobre 2017

Spuntano fuori il PAN DI DANTE e il Chianti da PARADISO!

A Sarzana, nell'antica piazza della Calcandola, la mattina del 6 ottobre del 1306, Dante ricevette da Franceschino Malaspina, Marchese di Mulazzo, la procura generale per concludere, per conto del  ramo ghibellino dei Malaspina, la pace con il vescovo di Luni.

Così, oggi, a partire dal 6 ottobre (e fino all'8), la città di Sarzana festeggia Dante.
La manifestazione -la «Sarzana Dantesca» - è partita lo scorso anno, e tra breve ci sarà la seconda edizione, quest'anno intitolata «Orma di Dante non si cancella».

L'evento prevede tutta una serie di iniziative (visite in alcuni luoghi significativi; esposizione di bibliografie, rarità, curiosità e fumetti danteschi; proiezione del film “Dante” di Luca Lussuoso, ecc.), perlopiù a titolo gratuito.

Ma quest'anno c'è anche un'interessante novità.
Il 6 ottobre, alle ore 18.30, presso la Pasticceria Sbarbaro (Via Cisa 23)sarà presentato un delizioso pane speziato dalle essenze medievali: il PAN DI DANTE.
Una soffice pagnottella scura, leggera e speziata; dolce, ma non troppo. 
I creatori del dolce -Catia Sbarbaro e Michela Perrone.- non descrivono ovviamente la ricetta, ma affermano di aver realizzato questo pane «riprendendo una ricetta medievale alla quale ci siamo tenuti più vicini possibile. E' un pane dolce e speziato fatto con ingredienti come miele, noci, nocciole, uvetta, pepe e cannella. Speriamo possa piacere. Si mangiava in epoca medievale soprattutto in Toscana».
E probabilmente fu gustato più volte anche dal nostro Poeta.

Per la foto, vedi qui.



Insieme al Pan di Dante verrà presentato un vino particolare, un Chianti Docg chiamato «Ormanni». Un vino già presente da tempo sul mercato, ma anch'esso legato in qualche modo al Poeta, in quanto l'uva che lo genera nasce su dei terreni anticamente posseduti da una famiglia menzionata nel Paradiso dantesco: gli Ormanni, Dai quali, il vino e il luogo da cui si produce prendono il nome. Tanto che sull'etichetta della bottiglia sono impressi il profilo di Dante e le terzine del Paradiso in cui viene citata la nobile famiglia toscana (estintasi qualche secolo dopo essere finita nella Commedia).

In occasione della «Sarzana dantesca» i ristoranti offriranno dei menù di tipo «medievale».

Altre info qui, qui e qui.

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lunedì 25 settembre 2017

La Divina Commedia oggi, tra Dolci e Vini!

Negli ultimi tempi, la Divina Commedia sta vivendo una stagione di successo che va oltre il piano strettamente letterario.
Nel post della volta scorsa, abbiamo segnalato due recenti inziative, una legata ai profumi, un'altra alla moda.


Oggi, abbiamo modo di parlare di altri due curiosi eventi legati al poema dantesco.
Uno alla cucina, un altro al vino.


Ci riferiamo innanzitutto alla puntata del 22 settembre 2017 di Back Office Italia, in cui i concorrenti dovevano creare delle torte ispirate agli ambienti della Divina Commedia. Uno spazio particolare è stato riservato alla «Torta Purgatorio».


Per la foto, vedi qui.



L'idea era simpatica,
Purtroppo, i concorrenti non hanno mostrato una grande conoscenza dell'opera di Dante. C'è stata anche qualche confusione nei riferimenti agli ambienti (Inferno e Purgatorio).
Però è stata una puntata divertente ed interessante, da conservare, quantomeno come «curiosità» legata al nostro Poeta.


Il secondo evento è invece legato al vino.

A Noto, teatro, il prossimo 29 settembre sarà proposto un percorso gustativo tra i filari di viti.
La passeggiata si svolgerà di notte, così da risultare alquanto suggestiva. Ma soprattutto, sarà accompagnata -ed è questa la vera singolarità- da attori e musicisti, che, nelle varie tappe, si mescoleranno ai visitatori in una serie di «stazioni» teatrali.
A guidare il tutto sarà un «Omero».
Si tratta di un evento degustativo e letterario non legato esclusivamente a Dante. Ma il titolo della manifestazione fa riferimento in modo chiarissimo al nostro Poeta, anche giocando sul nome.
Il titolo infatti è «La DiVino Commedia».
 

Per la foto, vedi qui.


Dante continua a vivere, dunque, in tante e tante realtà.

E' sempre tra noi, in un modo o in altro.
E questo non può che farci piacere!




martedì 19 settembre 2017

La Divina Commedia oggi, tra Profumi ed Alta Moda!

Negli ultimi tempi, il fascino della Divina Commedia sta sfondando anche in campi tradizionalmente molto diversi dalla letteratura.

Qualche giorno fa, per esempio,la maison Salvatore Ferragamo ha prodotto una nuova collezione di profumi -la Tuscan Soul- che vuole in qualche modo proporre gli odori e i sapori della Toscana. E ovviamente, tra i vari riferimenti toscani, non poteva mancare quello al grande Poema di Dante. Uno dei profumi della linea si chiama proprio «Divina Commedia».
 

Per l'immagine e la descrizione del profumo, vedi qui.

Si tratta di un profumo che unisce la freschezza dell'arancio amaro alle note piccanti del cardamomo e ad altri effluvi, quali la noce moscata, il legno di Gaiac affumicato e le note di Vetiver.

Un altro esempio proviene dalla moda, ed esattamente dalla nota rivista Vogue Italia.
Venerdì 22 settembre, si celebrerà il party che inaugurerà il nuovo corso del periodico.
Per tale occasione, il direttore artistico dell'evento, Riccardo Tisci ha pensato di puntare sull'italianità. Così, il format della serata sarà dedicato al Rinascimento ed -appunto- alla Divina Commedia.

Ben vengano, quindi, queste iniziative legate ad uno dei nostri più grandi patrimoni nazionali.






   


mercoledì 13 settembre 2017

696 anni fa moriva Dante! E moriva a causa di una zanzara!

Tra il giorno di oggi -13 settembre- e quello di domani -14 settembre- di 696 anni fa (e cioè nel 1321) nelle valli del Comacchio moriva Dante Alighieri.
E moriva di un male di cui si è tornati a parlare tanto in questi giorni: la malaria.

Il Poeta era di ritorno da Venezia, dove aveva svolto un'ambasceria per conto di Guido Novello da Polenta, il signore di Ravenna, presso cui era ospite.
Infatti, dato che il doge della città lagunare si era alleato con Forlì per fare guerra a Ravenna, Guido aveva chiesto a Dante di intercedere per lui con il Senato veneziano. Forse aveva chiesto aiuto a lui perché era amico degli Ordelaffi (signore di Forlì), o forse solo perché era un personaggio prestigioso e comunque dotato di capacità diplomatiche ed esperienza sul campo. Tanto che già altre volte, il da Polenta lo aveva usato come ambasciatore.


In effetti, la missione di Dante andò a buon fine, da un punto di vista politico.
Ma fu fatale per lui, che, durante il viaggio di ritorno, fu colpito dalla malaria nelle paludosi valli del Comacchio e, a soli 56 anni, perse la vita.


Quindi, la colpevole della morte del grande Poeta fu una zanzara.
Una zanzara portatrice del parassita della malaria.

Questa malattia ebbe una grande diffusione nel tempo, tanto che arrivò persino a Roma, attraverso la via Francigena, la stessa via che percorrevano i pellegrini diretti verso San Pietro (e che forse percorse anche Dante).


Il Poeta non fu la sola vittima celebre di questa malattia: ne morirono anche altri personaggi noti, quali Raffaello, Caravaggio e Fausto Coppi.

Per una breve storia della malaria, vedi qui.
 

In foto, la tomba di Dante a Ravenna (per la foto, Di Petar Milošević - Opera propria, CC BY-SA 4.0, vedi qui)

 


martedì 12 settembre 2017

Restaurato il «Castello di Dante», nel luogo che forse ispirò la «Spirale dantesca»!


Dopo circa trenta mesi di lavoro, è tornato finalmente a splendere il Castello di Paratico, nel bresciano, definito anche il «Castello di Dante», visto che -forse- fu luogo di soggiorno del grande Poeta.
Eccolo in foto (che è tratta da qui).




A parlare per prime di questo soggiorno furono le cronache della famiglia Lantieri de Paratico. Secondo questi documenti, Dante, durante il suo esilio, si sarebbe rifugiato tra le mura e i vigneti di Lantiero Marchesio di Paratico, potestà di Piacenza e signore di alcune terre sulla riva del fiume Oglio.

Ma in seguito vi hanno fatto riferimento anche altri, che tra l'altro hanno cominciato ad individuare nella Commedia delle tracce del territorio di paratico.
Per esempio, il professor Vincenzo Busti riteneva che fosse proprio il panorama di quella zona, ed in particolare il Monte Isola, ad ispirare l'isola del Purgatorio.
Ecco la foto del Monte (Di Luca Giarelli - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Per la foto VEDI QUI)



Altri hanno visto (con poca probabilità, però) nel colle del Castello la fonte di ispirazione del colle della salvezza del primo canto dell'Inferno.


Mentre, l’architetto Graziano Schiaretti, responsabile del restauro conservativo del Castello, ha ipotizzato addirittura che i vigneti del castello di Paratico abbiano suggerito al Poeta il percorso di discesa verso l’Inferno e di salita verso il Paradiso (la cosiddetta “Spirale Dantesca”).
Naturalmente, queste sono solo ipotesi, prive di qualunque prova a sostegno, ma che comunque risultano abbastanza suggestive.

Altrettanto suggestiva è anche l'idea che Dante, durante il suo peregrinare, soggiornasse al Castello.

Castello che era caduto abbastanza in decadenza, dopo che, diviso tra gli eredi Lantieri, erastato incendiato dai Lanzichenecchi quando scesero a Roma all'inizio del Cinquecento.
Solo ora, dopo secoli di rovina, è stato finalmente restaurato.

L'opera di restauro delle mura e delle torri del Castello si deve ai due fratelli Belussi, Bruno e Renato, che, per onorare la memoria dei genitori, non hanno diviso la proprietà ed hanno finanziato i lavori.
Il restauro è stato progettato dall’architetto Graziano Schiaretti, e sono stati eseguiti sotto il controllo della Soprintendenza di Brescia. Il tratto di strada sterrata sul fianco del colle è stato illuminato con una catena di luci fino al portale, dove è affisso lo stemma della casata dipinto dall’architetto Laura Gervasoni.
La fine dei lavori è stata festeggiata con una cena celebrativa organizzata dai due fratelli Belussie con la presentazione dei vini di Franciacorta coltivati sulla collina e tra le mura del castell, su quei filari che forse ispirarono, come abbiamo visto, alcuni passi del Poema di Dante.



lunedì 4 settembre 2017

Il discendente di Dante incontra quello di colui che lo condannò all'esilio! Esilio da cui sgorgò la Divina Commedia!

Il 29 settembre prossimo, a Gubbio, all'interno del Festival del Medioevo, avverrà uno strano incontro, in qualche modo «riparatore» di un triste evento avvenuto sette secoli fa.

Infatti, nel 1302, il podestà Cante Gabrielli da Gubbio condannò all'esilio e alla confisca dei beni Dante Alighieri.
Un esilio diventato leggenda grazie alla Divina Commedia.

Ebbene, oggi, dopo più di 700 anni da quell'evento, i discendenti dei due protagonisti di quella vicenda - Sperello Di Serego Alighieri e Antoine De Gabrielli- si incontreranno a Gubbio, e cioè proprio nella città di provenienza di Cante Gabrielli, e potranno discutere di quegli antichi eventi.     








Sperello di Serego Alighieri

Per la foto, VEDI http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/protagonisti-2017/di-serego-alighieri-sperello/








Antoine De Gabrielli

Per la foto, VEDI http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/protagonisti-2017/de-gabrielli-antoine/


L’incontro sarà gestito dalla giornalista e scrittrice Anna Buoninsegni Sartori.
La Sartori non è nuova ad occuparsi della vicenda dell'esilio dantesco.
Infatti, l'anno scorso, al Festival del Medioevo, fu rappresentato un suo testo teatrale, poi pubblicato per la Ali&No Editrice, che si intitola così:
«Se l’eugubino Cante Gabrielli non avesse condannato all’esilio Dante, il sommo poeta avrebbe scritto la Divina Commedia?».
E' innegabile, infatti, il fatto che il testo di Dante trovi una delle sue fonti di ispirazione proprio negli eventi legati a quell'esilio (si pensi al lungo dialogo con l'antenato Cacciaguida che si dispiega in ben tre canti nel Paradiso).

Bene.
Allora, appuntamento per tutti il 29 settembre a Gubbio per assistere di persona a questo celebre incontro!
Qui, il link del Festival

mercoledì 30 agosto 2017

Forse è stata ritrovata la TOMBA dell'Arcivescovo Ruggieri, l'antagonista del CONTE UGOLINO!

Forse è stata finalmente ritrovata la tomba dell'Arcivescovo Ruggieri, il personaggio che, nell'Inferno di Dante, si trova in una bruttissima posizione: immerso fino al collo nel lago ghiacciato di Cocito e col cranio sbranato in eterno dal Conte Ugolino, che così si dedica al suo "fiero pasto".

Ruggieri, infatti, in vita era stato colpevole di aver fatto morire di fame sia Ugolino sia i figli e i nipoti di quest'ultimo.
Ecco i famosi versi danteschi che descrivono la scena:

La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a' capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto.
 

[...]

Tu dei saper ch'i' fui conte Ugolino,
e questi è l'arcivescovo ruggieri:
or ti dirò perché i son tal vicino.
Inferno, XXXIII, 1-3, 13-15




L'episodio del Conte Ugolino rappresentato da Doré
Per l'immagine: scanned, post-processed, and uploaded by Karl Hahn
Pantheon Books edition of Divine Comedy, 

VEDI https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3646009


Ora, di Ruggieri si sa che è morto nel 1295 a Viterbo (a quell’epoca sede del papato), ma della sua tomba finora non si era trovata traccia.
Forse (e il"forse" è d'obbligo) la tomba è stata ritrovata. A ritrovarla è stato Aurelio Pellegrini, ex-assessore all’istruzione della Provincia di Pisa e sindaco del Comune di Montescudaio.

Naturalmente non ci sono prove che questa sia effettivamente la tomba dell'arcivescovo. Però, c'è qualche indizio che può suggerirlo.

Intanto, sappiamo che Ruggieri, quando morì, probabilmente era ospite del convento di Santa Maria in Gradi a Viterbo, dove doveva incontrare il papa.

Il convento e la chiesa, in seguito, furono sconsacrati e svuotati di tutto l’arredo ecclesiale, decorativo e liturgico e molti di quegli arredi finirono nel museo civico di Viterbo. Ora, tra questi arredi c'è anche un sarcofago, che sembra essere appartenuto proprio ad un arcivescovo (l’iconografia scolpita è quella di un arcivescovo con mitria ed anello).

E dato che, come spiega Pellegrino, «non esiste, non vi è traccia documentale che certifichi la sepoltura o il decesso di nessun altro arcivescovo a Viterbo dopo la data precisa della morte di Ruggieri che è il 12 settembre del 1295», quella tomba non può essere che del nostro personaggio.

E' evidente, quindi, che alle conclusioni si è arrivati solo per vie indiziarie. Anche se la bioantropologia potrà ricostruire l'epoca a cui risale lo scheletro ed altri particolari e confermare o meno l'identificazione.

Di seguito, un articolo più approfondito: http://iltirreno.gelocal.it/…/ho-trovato-il-sarcofago-dell-…